"DAL BLU EGIZIO DI RAFFAELLO AI MISTERI DI CARAVAGGIO. L’IMPORTANZA DELLE INDAGINI DIAGNOSTICHE NELLA RICERCA"

27/03/2022 - Spoleto


Mercoledì 30 marzo 2022 - ore 17 | Teatro Caio Melisso

Mercoledì 30 marzo 2022, ore 17, al Teatro Caio Melisso di Spoleto, si terrà l'incontro "Dal blu egizio di Raffaello ai misteri di Caravaggio. L’importanza delle indagini diagnostiche nella ricerca", organizzato dal Laboratorio di Diagnostica per i Beni Culturali (LabDia) in collaborazione con il Comune di Spoleto.

Sarà l’occasione per approfondire come la diagnostica sia oggi uno degli strumenti fondamentali per la ricerca e lo studio delle opere d’arte a tutto campo, che può portare a sorprese imprevedibili.

A proposito dell'incontro, il Sindaco del Comune di Spoleto Andrea Sisti afferma:
"Il laboratorio di diagnostica per i beni culturali è senza dubbio una realtà culturale di grande interesse per la nostra città, perché in un contesto dove è presente una notevole ricchezza e concentrazione di patrimonio artistico, avere un centro di studio e di ricerca che garantisce questo livello di specializzazione non può che rafforzare quel tratto identitario che ha reso nel tempo Spoleto punto di riferimento anche nell'ambito della conservazione e recupero delle opere d'arte. Il tema di questo convegno, il risultato ottenuto dal Laboratorio grazie alla dedizione, all'impegno, alla passione degli studiosi che ne fanno parte e della dottoressa Garibaldi che lo dirige con estrema professionalità, è la prova di quanto sia ancora oggi necessario investire in questo specifico ambito di ricerca, concependo la cultura quale elemento essenziale di sviluppo del nostro Paese e delle nostre comunità".

Si parlerà:
dell’eccezionale rinvenimento ad opera del LabDia di un pigmento di colore blu, detto “blu egizio”, utilizzato da Raffaello nel 1512 a Villa Farnesina a Roma nella Loggia di Galatea. Eccezionale perché si tratta del primo pigmento di sintesi della storia, prodotto artificialmente dagli Egizi intorno al 3.100 a.C. e poi riproposto da Raffaello, grazie ad un brano del trattato De Architectura di Vitruvio che ne aveva illustrato il procedimento di realizzazione;
delle rilevanti novità che ne sono emerse grazie alle tecniche diagnostiche nell’opera di Caravaggio. Attraverso lo studio “dell’anima” delle sue opere è stato possibile risolvere alcuni dei misteriosi “quesiti caravaggeschi”, anche dal punto di vista attributivo, che avvolgono le opere di questo artista, così appassionante e oggetto di numerosissimi dibattiti.

Il Laboratorio di Diagnostica per i Beni Culturali (Labdia) è un'associazione tra enti pubblici (Ministero della Cultura, Regione Umbria, Comune di Spoleto, Dipartimento di Chimica dell’Università di Perugia) che ha come obiettivo la ricerca sulla materia delle opere d’arte di ogni tipologia materica, finalizzata a sempre nuove conoscenze, funzionali alla tutela e allo studio dei Maestri che le realizzarono.

Considerato un'eccellenza a livello nazionale, il Laboratorio umbro opera utilizzando esclusivamente l’ampia gamma di strumentazioni portatili di cui dispone su qualsiasi tipologia di bene. E’ così possibile evitare la movimentazione delle opere d’arte ed operare anche su superfici murali dipinte o graffite o superfici lapidee di chiese e palazzi.

L'appuntamento è il secondo dei tre programmati: il primo, Dal blu egizio di Raffaello ai Violini Stradivari, si è svolto a Perugia lo scorso dicembre; il terzo, Dal blu egizio di Raffaello ai graffiti di Cristofero Gherardi e altre novità, si svolgerà prossimamente a Città di Castello.
Tutte le iniziative sono organizzate con il sostegno della Giunta e Assemblea legislativa della Regione Umbria.

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I saluti istituzionali saranno portati da Andrea Sisti, Sindaco del Comune di Spoleto - Maurizio Oliviero, Rettore dell'Università degli Studi di Perugia - Paola Agabiti, Assessore alla Cultura della Regione Umbria – Marina Balsamo, Presidente LabDia Spoleto.

A seguire, moderati dal giornalista Federico Fioravanti prenderanno la parola:

Vittoria Garibaldi, Direttore tecnico scientifico del LabDia, con una breve carrellata sulle molteplici attività di ricerca e di applicazione delle tecniche diagnostiche in tempo di pace e in situazioni di emergenza portate avanti dal Laboratorio in questi anni;

Manuela Vagnini, Chimico esperto del LabDia, racconterà il percorso che ha portato il gruppo di lavoro composto da LabDia, ENEA, IRET-CNR e XGLAB-Bruker, al rinvenimento del “blu egizio” con un intervento dal titolo "Il trionfo di Galatea a Villa Farnesina: la tavolozza di Raffaello;

Rossella Vodret, tra i più esperti e competenti studiosi della vita e dell’opera di Caravaggio, e tra coloro che hanno introdotto nello studio delle opere del pittore le tecniche diagnostiche i cui risultati sono stati pubblicati lo scorso novembre in "Dentro Caravaggio", il suo ultimo libro sull’artista (Silvana Editoriale) dove le straordinarie opere del grande pittore lombardo vengono analizzate, per la prima volta su larga scala, non solo dal punto di vista storico e stilistico, ma anche da quello tecnico-esecutivo;

Claudio Falcucci, Docente di Fisica Applicata ai Beni Culturali e Ambientali presso la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell'Università "La Sapienza, approfondirà i risultati ottenuti attraverso "La revisione critica della documentazione diagnostica dei dipinti di Caravaggio: molte conferme e alcune rilevanti novità";

Danilo Chiodetti, Assessore alla Cultura del Comune di Spoleto, concluderà la serata.

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APPROFONDIMENTO

Manuela Vagnini mostrerà i risultati della campagna di analisi non invasive condotte nel 2020 dal LabDia - in collaborazione con ENEA, IRET-CNR e XGLAB-Bruker - sull’affresco raffigurante il “Trionfo di Galatea”, dipinto nel 1512 da Raffaello a Roma nella Sala di Galatea a Villa Farnesina, sede dell’Accademia Nazionale dei Lincei
L’Accademia ha coinvolto il Laboratorio di Spoleto in considerazione della decennale esperienza dei suoi tecnici e della disponibilità delle più aggiornate strumentazioni diagnostiche portatili e non invasive, in occasione della mostra per il V centenario dalla morte di Raffaello, che si è tenuta alla Farnesina tra ottobre 2020 e gennaio 2021.
La campagna ha portato alla scoperta dell’utilizzo da parte di Raffaello del primo blu artificiale della storia dell’arte, il primo pigmento in assoluto di origine non naturale, la cui preparazione sembra collocarsi in Egitto intorno al 3.100 a.C e che risulta costituito da un silicato misto di calce e rame. L’uso del “blu egizio” è stato individuato in tutto il cielo, il mare e persino negli occhi di Galatea.
L’ampio uso fattone dall’artista urbinate indica la precisa volontà di ricorrere ai materiali pittorici dell’antichità, per ritrarre un soggetto mitologico. La passione di Raffaello per l’antico, nota solo attraverso testimonianze documentali, si concretizza nei materiali che egli stesso decide di ricreare, primo fra tutti il “blu egizio”di cui Vitruvio, nel suo trattato De Architectura, riporta gli ingredienti e il procedimento di preparazione.
L’attività di studio a cui hanno partecipato Michela Azzarelli e Manuela Vagnini per il LabDia, Claudio Seccaroni (ENEA), Chiara Anselmi (IRET-CNR), Roberto Alberti, Tommaso Frizzi (XGLab-Bruker), è stata coordinata dal Prof.Antonio Sgamellotti, socio dei Lincei e Professore emerito di Chimica Inorganica dell’Università degli Studi di Perugia.

L’esperienza della Farnesina sarà messa a confronto con quella effettuata dalla Dottoressa Rossella Vodret con le sue ricerche ripercorse insieme a Claudio Falcucci nel volume "Caravaggio. 1571 – 1610" aggiornato alla luce delle ultime scoperte.
Le opere eccezionali del pittore lombardo, caratterizzate da intuizioni geniali e da una rivoluzionaria maniera di dipingere, sono qui rigorosamente analizzate, per la prima volta su larga scala, non solo da punto di vista storico e stilistico, ma anche da quello tecnico-esecutivo. Una metodologia che negli ultimi anni è divenuta una delle componenti essenziali per la piena comprensione del fenomeno Caravaggio. E’ per questa ragione che alle schede storico-artistiche delle opere autografe, sono affiancate da specifiche note tecnico-diagnostiche che completano e integrano la lettura dei suoi straordinari dipinti.

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Bio breve di Vittoria Garibaldi
Dopo laurea e specializzazione in Storia dell’arte medioevale e moderna alla Sapienza di Roma, ha approfondito i suoi studi negli Stati Uniti. Per il Ministero della Cultura ha ricoperto gli incarichi prima di Direttore del Laboratorio di Restauro e Analisi di Perugia e poi di Direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria che, trasformata in un un museo della contemporaneità, è stata selezionata tra i primi 20 musei autonomi in Italia. Ha partecipato a Progetti Pilota nell'ambito del G7 Information Society ed è stata responsabile scientifico del “Progetto di gestione e fruizione informatizzata integrata in un data base per la Galleria Nazionale dell'Umbria”, nell’ambito del Progetto Finalizzato “Beni Culturali 1997/2001” del CNR.
Ha ricoperto incarichi di Soprintendente per i Beni Architettonici e Storico Artistici dell'Umbria, per i beni storici, artistici di Arezzo e provincia, dell'Umbria, delle Marche e di Direttore regionale per i beni culturali dell'Umbria e della Campania. Specialista della pittura medioevale e rinascimentale, ha curato importanti esposizioni nazionali e internazionali, tra cui nel 2004 quella dedicata al Perugino. Già docente presso le Università di Perugia e Camerino, dal dicembre 2005 ha svolto funzioni di presidente e amministratore del LabDia di cui oggi è anche direttore tecnico scientifico. E’ coordinatore regionale Umbria di ICOM Italia.

Bio breve di Manuela Vagnini
Ha conseguito il Dottorato di ricerca in Scienze Chimiche presso l’Università degli Studi di Perugia, un master in Tecniche avanzate per i beni culturali oltre una Laurea in Chimica sempre presso l’ateneo perugino.
Possiede più di 15 anni di esperienza nel settore della diagnostica non invasiva e micro-invasiva applicata ai beni culturali maturata presso l’Università degli Studi di Perugia e presso il Laboratorio di diagnostica per i beni culturali dove e ha coordinato i progetti APQ 2004, 2007 e 2015.
Ha al suo attivo più di 30 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali specifiche del settore, pubblicazioni su cataloghi e su libri.

Bio breve di Rossella Vodret
Dopo la laurea e la specializzazione in Storia dell’Arte all’Università “La Sapienza” di Roma, ha studiato a Parigi e Vienna e svolto ricerche a Londra e Los Angeles. Ha ricoperto gli incarichi di Soprintendente per il Patrimonio storico artistico ed etnoantropologico della Calabria, della Puglia, del Lazio e di Soprintendente Speciale per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale di Roma.
Docente a contratto presso varie Università italiane ha partecipato a numerosi convegni nazionali e internazionali.
Specialista della pittura romana del primo Seicento, i suoi studi si sono indirizzati in particolare alla ricerca d’archivio e alle analisi tecnico-diagnostiche sulle opere di Caravaggio, che ha portato a importanti scoperte scientifiche e che hanno consentito significativi progressi sulla conoscenza della straordinaria tecnica esecutiva del grande pittore lombardo.
Per la sua attività scientifica è stata insignita della Legion d'onore.

Bio breve di Claudio Falcucci
Laureato in Ingegneria Nucleare all'Università "La Sapienza" di Roma, si occupa dell’applicazione di tecniche di indagine scientifica allo studio e alla conservazione dei Beni Culturali. Dal 1993 al 1995 borsista del Centro Linceo Interdisciplinare "Beniamino Segre" dell'Accademia Nazionale dei Lincei, nel 1995 ha costituito la società Emmebici - Metodologie di Indagine per i Beni Culturali. Ha poi costituito lo studio M.I.D.A. – Metodologie di Indagine per la Diagnostica Artistica. Ha condotto tra l’altro indagini sul Giudizio Universale nella Cappella Sistina, sui dipinti di Raffaello nella Stanza della Segnatura, su quelli di Beato Angelico nella Cappella Niccolina e su oltre trenta dipinti di Caravaggio.
Dal 1996 è stato docente a contratto di Fisica applicata ai beni culturali, Archeometria, Diagnostica artistica e Storia delle tecniche artistiche presso le Università della “Sapienza” di Roma, le Università della Tuscia di Viterbo e Suor Orsola Benincasa di Napoli e presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Nel 2010 ha curato la mostra "Caravaggio. La bottega del genio" presso Palazzo Venezia a Roma. Nel 2017 è stato responsabile della sezione tecnica della mostra "Dentro Caravaggio" che si è tenuta a Palazzo Reale di Milano.

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Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Accesso obbligatorio con mascherina Ffp2 e Green Pass rinforzato, salvo diverse disposizioni sanitarie.
E' gradita la conferma a:
info@patriziacavalletticomunicazione.it - Tel. 348 3386855.

Ufficio Stampa LabDia:
Patrizia Cavalletti | Tel. 348 3386855F
info@patriziacavalletticomunicazione.it

Ufficio Stampa Comune di Spoleto:
Davide Fabrizi | Tel. 0743 218276
ufficio.stampa@comune.spoleto.pg.it

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